Pensieri in seconda serata

Complicato.

Sono complicato, questo è un dato di fatto.
Uscito da una relazione di quasi tre anni – una relazione che ha accompagnato il mio ingresso nell’età adulta – scopro che ho retto bene il distacco da lei ma non così bene il fatto di essere solo…
Non mi manca lei, anche se le voglio molto bene e spero di riuscire a ricostruire un legame di amicizia visto che ci siamo lasciati abbastanza bene e credo che rimaniamo legati profondamente. Quello che mi manca è qualcuno al mio fianco, qualcuno da amare o forse da cui essere amato.

La triste realtà è che probabilmente mi manca l’idea di fidanzata, non una fidanzata in sé.

Quando avrai voglia di dare e non solo di avere, allora sarai pronto.
Non credo di essere pronto. E questa consapevolezza mi segue, ricordandomi che non si può costruire niente semplicemente partendo dal mio egoismo e dall’esigenza di soddisfare i miei bisogni affettivi. Ma intanto eccoli qui, e sono ben presenti, e io che ne faccio?

Forse è per questo che mi sento attratto da una persona che non è interessata perché ha ancora altro per la testa. Forse inconsciamente me lo sto cercando, mi metto al sicuro impedendomi una relazione fino a quando sarò pronto.
O forse sono io con il mio spirito da crocerossino autolesionista.
Forse ho le idee confuse e basta, perché sono stato innamorato e ora so di non esserlo anche se vorrei esserlo, e allora mi aggrappo a ogni perturbazione dei miei sentimenti per sentirmi emotivamente vivo.

O forse sono solo complicato.


Qualche tempo fa scrivevo i Deliri di notte. Questi direi che sono più Pensieri in seconda serata.
Il potere catartico della scrittura però resta. Stasera me ne vado a dormire più sereno, dopo aver scaricato la tensione scrivendo frasi dal dubbio significato qui sopra.
Il che è buono, se dovessi scrivere cose sensate per scaricarmi sì che sarei mal messo.

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7 risposte a Pensieri in seconda serata

  1. Emy.La.Strana ha detto:

    Mi sembra di capire che le idee ce le hai chiare eccome. Te lo dico io che sono la regina dei casini in testa e dei castelli in aria. Già il fatto che tu dica che non sei pronto a una relazione ti fa onore. Non buttarla sul negativo, quando sarà il momento lo saprai anche te.
    E’ quello che mi ripeto da quando sono entrata nella mia attuale relazione, 3 anni fa.
    Purtroppo nemmeno io sono pronta, e purtroppo sono molto più cacasotto di te e non riesco a uscirne fuori.

    • Benguitar90 ha detto:

      E’ questo il problema 😛 troppa consapevolezza 😉 a volte vorrei essere meno serio e permettermi di vivere delle storie leggere, relazioni che nascono impostate come passeggere… c’è chi lo fa, e a volte vorrei riuscirci anche io. Forse sarebbe più facile.

      Ma non sono fatto così, quindi meglio tirare avanti e aspettare il momento giusto 😀

  2. Stefi ha detto:

    Complicato (? punti di vista…), ma consapevole. E questo è scomodo, spesso. Ci sono persone che restano molto immature sul piano affettivo anche una vita intera, e si fanno meno problemi. Ma perché invidiarle se quello che le relazioni passeggere possono dare è pur sempre solo un palliativo a questa sensazione di solitudine che ci caratterizza (chi più chi meno). E finite, si è al freddo quanto prima se non più. A volte la sensazione che manchi qualcosa di davvero importante è tale da spingere le persone a ‘gettarsi’ in relazioni superficiali o semplicemente lasciarsi andare perché sembra che tutto sia meglio che quello, ma come hai detto tu c’è chi ci può passare in queste ‘storie’ senza esserne turbato in alcun modo, e chi le cose le vive ad una profondità diversa, per cui si infliggerebbe più ferite che altro. Mi viene alla mente l’immagine di un abbraccio o di un bacio in cui tutto quello che non va è nascosto appena sotto la superficie, e ci si sente soli comunque e lontani, pure essendo così fisicamente vicini, sul momento lo si può ignorare ma nel distacco si sente il vuoto,innegabile. Oppure stringendo quella persona, sai che da lì a poco potresti non vederla mai più perché quello che sta succedendo è ‘casuale’ e per lei non conti realmente e neanche lei per te, e questo non tutte le persone lo possono sopportare senza sentire alcun male. Riguardo a ciò che scrivi, mi viene da pensare (con tutti i margini di insicurezza…) che forse se si trova una persona che si riconosce come importante e insostituibile (non ‘la fidanzata’, ma lei, lei e nessun’altra), per la quale si provi un affetto che comporti la necessità di starle accanto (oltre la fase di innamoramento) forse dare diventa naturale e piacevole quanto avere. E quindi le necessità ‘egoistiche’ combaceranno con il desiderio di restare per questa persona,con tutti gli eventuali limiti o difficoltà che verranno però affrontati con spirito diverso. Ciò che potrebbe farti sentire un giorno ‘pronto’, potrebbe dunque non dipendere neanche così strettamente da te, perché certi percorsi di maturazione avvengono in relazione a cosa ci troviamo a vivere, e soprattutto alla persona con cui lo viviamo. Ecco perché nonostante tutto puoi essere più ottimista, rispetto a chi ad es. non sa rassegnarsi perché sente che ciò che ha perduto è quella precisa persona e non può provare desiderio di vivere qualcosa di simile con nessun altro. Ciau.

    • Benguitar90 ha detto:

      Condivido tutto quello che scrivi riguardo alla persona che trovi e a cui rimani legato ben oltre quella fase innamoramento… 🙂 Quando il bisogno egoistico e la voglia di stare con e per lei, e quindi la voglia di dare, combaciano… 🙂

      Quando però avevo scritto questo post il punto non era tanto il futuro in cui avrei raggiunto questa fase, quanto il presente con cui convivere, il mio presente pieno di pulsioni egoistiche… 😉

      Ora ho trovato un buon equilibrio, sto compensando un sacco con tutti i miei amici, in termini di tempo passato insieme e di qualità del legame 😉
      E ora posso aspettare abbastanza serenamente quello che la vita mi riserva per il mio futuro sentimentale 🙂

      • Stefi ha detto:

        vedi che allora sai reagire con maturità e non sei neanche troppo squilibrato direi 😉
        comunque tua mamma ha detto una cosa molto giusta, e pure essendo vero che la storia delle due metà è una scemenza, io credo sia una consapevolezza che a volte può contrastare col nostro sentire, una consapevolezza indispensabile quanto difficile da razionalizzare perché la prima cosa che si avverte quando si ama è inevitabilmente il bisogno della persona amata -ma questo vale anche in qualsiasi rapporto, quando si vuole bene a un fratello o a un figlio, si ha bisogno di lui, di averlo vicino. Quindi se tu parli di pulsioni egoistiche, io risponderei che spesso anche un volersi bene sincero non può essere totalmente scisso da spinte egoistiche, o forse con un po’ di cinismo si potrebbe dire che addirittura non esiste, o esiste molto raramente, un amore totalmente disinteressato, perché si ha quasi sempre uno scambio o semplicemente amare ci fa stare bene. Consolati, la natura umana è intrisa di egoismo!
        sono felice per te e ti auguro il meglio 🙂

        • Benguitar90 ha detto:

          “vedi che sai reagire con maturità”…
          dillo al me stesso mezzo sclerato che qualche mese fa scriveva quello 😛

          ora che commento sì, ma in quei momenti lì no. per questo scrivevo, così mi scaricavo 😀

  3. Pingback: Cretinate in seconda serata | Q.I. – Qualcosa d'interessante

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