Mettiamoci il cuore in pace

Stasera sono iniziati i gruppi giovani e giovanissimi in oratorio.
Si ricomincia con gli impegni al venerdì sera, che sono da sommare alle energie da investire in settimana per pensare e strutturare i vari incontri, in modo da poter proporre ai ragazzi dei contenuti validi ed interessanti.

Prima o poi mi toccherà smettere. Studiare per i corsi, studiare chitarra, seguire nuovi progetti musicali e i vari appuntamenti concertistici… tutto questo porta via energie e tempo, e prima o poi si imporrà una scelta di campo: o di qua o di là, non potrò più tenere i piedi in due scarpe. I corsi finiranno, ma ci saranno nuovi contesti, nuovi progetti, nuove idee. Ed è giusto che sia così.

Sarà dura seguire adeguatamente due realtà così impegnative, spero di riuscirci.
Forse avrei dovuto già smettere quest’anno. Ma come si fa a smettere nell’anno in cui c’è il passaggio di testimone da un don all’altro? Questo è l’anno in cui bisogna restare e tenere alto il livello dell’oratorio, questo è l’anno in cui qualcuno abbandonerà perché bazzicava l’oratorio solo per il carisma del prete di prima, questo è l’anno in cui deve rimanere e tenere duro chi crede nel progetto educativo e nella missione dell’oratorio.

Tutto questo è vero, ma solo in parte.
Perché la realtà è che l’oratorio è una parte di me, e io non sono ancora pronto a lasciarla andare.
Verrà il giorno in cui non prenderò nessun impegno, e non seguirò nessun gruppo di giovani o giovanissimi. Verrà il giorno in cui il venerdì sera sarà libero e non dovrò pensare alle riunioni e agli incontri. Ma quel giorno non è ancora giunto, perché io adesso ho ancora bisogno dell’oratorio. Ho ancora bisogno di condividere con altre persone questo progetto, questo stile di vita. Perché devo ancora tentare di trasmettere ai miei animatori tutte le attenzioni, la cura, la pazienza e l’entusiasmo che ho ricevuto dai miei animatori. Perché continuo costantemente a ricevere dai ragazzi molto più di quanto io non possa dare a loro.

Io ho ancora bisogno dell’oratorio. Quindi mettiamoci il cuore in pace, stringiamo i denti, incastriamo bene i vari impegni e cerchiamo di arrivare vivi fino a giugno.
Ne varrà la pena.

(Altri post sull’oratorio: Buona Pasqua; Perché fai l’animatore?)

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4 risposte a Mettiamoci il cuore in pace

  1. Orso Chiacchierone ha detto:

    Ti capisco perché anche io seguivo dei ragazzi tempo fa e non ho abbandonato fino a quando ho potuto, anche quando gli impegni erano davvero tanti!
    Tieni duro! 🙂

  2. “Ma come si fa a smettere nell’anno in cui c’è il passaggio di testimone da un don all’altro?”. La tua dedizione apre il cuore. Bello pensare che ci siano realtà così piene, uno scambio così profondo. Chissà, magari i corsi saranno una delle cose che non lascerai col tempo 🙂

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