Cronache della pasta, della musica e delle serate

1. Tra poco suono
Serata musicale in Conservatorio. Pensieri vari che girano per la mia testa …

Stasera non sono all’apice della forma. Non si è mai completamente pronti, questo è vero, però so di non essere veramente arrivato dove vorrei, in certi punti non posso spingermi al massimo come vorrei ma devo trattenere di qualche tacca di metronomo. Dovrò fare il massimo compatibilmente con le mie possibilità, ma d’altra parte sarà un po’ sempre così.
Eppure, nonostante questa premessa… sono tranquillo. Perché questi quattro pezzi brevi me lì sento dentro, quando li suono mi smuove qualcosa, è musica cruda, che parla alla pancia ma potentemente, hanno un fascino primordiale che mi ha sempre affascinato.
È per questo che non sono (troppo) agitato. Perché, come mi ha detto una volta un vecchio saggio, “suona con umiltà e rispetto, ma con una grinta da Leone. Cerca di portare in giro con la tua chitarra i cuori dei tuoi ascoltatori. Allora sì… sarai un concertista.”

2. Flash-back
Ora di pranzo. Di solito prima di suonare ci tiene leggeri. Per questo, in previsione di una cena parca e priva di soddisfazioni, ci ho dato dentro come si deve a pranzo.
Replica del sugo con la pancetta, già sperimentato con successo in passato, aggiungendo come tentativo – dopo aver controllato su Internet di non essere un pioniere in questa direzione (se non l’ha mai fatto nessuno prima, un motivo ci sarà) – le olive.
Risultato interessante e più che soddisfacente per il palato. Un pranzo fatto alla grande e ne è avanzato per almeno un’altra volta. Ottimo. 😀

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Comunque non è che a cena mi sia tenuto poi così tanto, eh. Semplicemente ho mangiato prima, alle 6 e mezza ero già a tavola. 😛

3. I pezzi
Sono andati abbastanza bene, anche se non sono proprio soddisfatto. Non sono riuscito a mantenere la lucidità necessaria per avere il controllo assoluto sulla situazione, alcuni passaggi li ho lanciati troppo, troppo rispetto alle mie reali possibilità in questo momento e infatti sono venuti un po’ sporchi. Fermo restando che il lavoro che mi aspetta su questi brani è ancora lungo, e adesso non erano pronti al massimo delle mie possibilità. Il maestro responsabile delle Serate musicali comunque mi ha fatto i complimenti, quindi ho deciso che continuo a studiare e per ora va bene così.

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4. Il dopo concerto
È stato veramente bello. Con alcuni dei ragazzi che hanno suonato e con altri che sono venuti a sentire ci siamo fermati a bere qualcosa e a fare un po’ di chiacchiere. È stato figo perché, anche se sono qui dentro da 5 anni e nonostante sia rappresentante degli Studenti, ci sono tantissime persone che non conosco e stasera è stata un’occasione per rimediare, anche se in minima parte. La parte buffa è che tutti mi conoscevano, in quanto “quello che manda le email” e “quello che pubblica gli avvisi in bacheca”. Devo ammetterlo, il mio ego ne ha risentito. È gratificante vedere che il tuo lavoro e il tuo impegno sono riconosciuti, che qualcuno sa e apprezza che ti fai un mazzo tanto.
Intendiamoci, lo farei comunque, eh. Non ho mollato infatti nei mesi di feedback zero e impegno da parte dei colleghi non sempre al massimo. Però diciamo che questo riconoscimento dà la carica: penso che i prossimi cambiamenti che cercherò di realizzare saranno un po’ meno orientati ad un ideale e ancorati un po’ di più alle persone per cui voglio ottenere il cambiamento. 🙂
Il punto imbarazzante è che di alcuni non ricordo il nome già ora, senza che siano ancora trascorse due ore da quando ci siamo salutati. Meno male che ho una memoria visiva molto efficace, d’ora in poi avrò un po’ di persone in più da salutare nei corridoi.
Più ci sto dentro, più il Conservatorio diventa davvero una seconda casa. E non tanto per gli spazi fisici, quanto per le persone. Un luogo che oltre ad essere un edificio, è sede di legami e di relazioni. Un posto vivo, dove si sta bene.
(Non appena avremo preparato e fatto approvare un regolamento per le aule, sennò c’è un sacco di gente nervosa per tutti i problemi che ci sono.) 😛

P.s. Comunque si vede che ormai ho già suonato diverse volte in queste serate, eh.
La mia amica che partecipava per la prima volta, stamattina è andata dal parrucchiere. Io doccia e via, occhiali e non lenti, maglietta e non camicia sotto la giacca, senza neppure rifinire la barba.
Impegno per gli elementi accessori veramente al minimo. 😀 😛

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