Proud sponsor of

Ho appena visto questa pubblicità in vista delle Olimpiadi invernali. Tecnicamente perfetta, è veramente bellissima e riesce a toccare emotivamente nel profondo.

E’ praticamente il “sequel” di quest’altra pubblicità uscita per le Olimpiadi del 2012.

Alla fine della visione, però, ho pensato… “Dove sono i papà?”
Emerge chiaramente una visione in cui l’educazione dei figli (nel bene e nel male, nelle difficoltà e nei successi) è compito/merito delle donne, delle mamme. Per la carità, è una pubblicità della P&G (proprietaria del marchio Pampers, per dirne una, oltre che di moltissimi prodotti per la casa), quindi il loro target è evidente.
Proud sponsor of Moms: sponsor orgogliosi delle mamme.

Il messaggio che passa questo spot è -non sbagliato, ma- incompleto. Perché in una società moderna ed evoluta, l’educazione dei figli dovrebbe essere un’attività condivisa.
Certo, ci sono tutte le varie casistiche: uno lavora/l’altro è a casa, uno è a part-time/ l’altro a tempo pieno, eccetera… E’ quasi ovvio che in termini di tempo uno dei due sia più presente (anche se non necessariamente la madre), ma questo non significa che i figli siano cura di un genitore solo.
Non poteva essere “sponsor orgogliosi dei genitori”?

E’ troppo chiedere che le pubblicità stiano al passo con i tempi?
Oppure -molto peggio- questa pubblicità è al passo con i tempi ed è la società a non essere all’altezza?
In fondo un’azienda deve vendere, e a quanto pare i papà non sono ancora acquirenti significativi di pannolini e affini…

P.S.: non è una pubblicità italiana, quindi è una riflessione che va ben oltre i confini nazionali abbracciando buona parte della cosiddetta “società occidentale”…

P.P.S.: sul sito www.ilcorpodelledonne.net potete trovare una riflessione di più ampio respiro su questo tema a firma di Lorella Zanardo. Ne consiglio caldamente la lettura (ecco il link).

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12 risposte a Proud sponsor of

  1. Pingback: Procter&Gamble le Olimpiadi e le Madri Single | Il corpo delle donne

  2. avstron ha detto:

    Clap clap clap
    Esattamente 😀 Esattamente quello che mi turbava di questa pubblicità.
    (a parte che la P&G è una stramaledetta multinazionale, ma quella purtroppo non è che ci si può far nulla)

    • Benguitar90 ha detto:

      dai un’occhiata però all’articolo che ho linkato nel Post scriptum, c’è un commento che affronta la visione da un punto di vista più ampio che io stesso non avevo considerato. 🙂

      Un po’ di sana ginnastica mentale.

      • avstron ha detto:

        Le multinazionali mi piacciono poco. Quando cercano di riabilitarsi via pubblicità di questo genere mi piacciono ancor meno. Guarda nelle pubblicità dei prodotti per la casa, compresi quelli della P&G, e dimmi: chi vedi?
        Vedi uomini sorridenti? Vedi uomini soddisfatti di quanto brilla la casa? Vedi mariti che puliscono insieme alle mogli? C’è papi nella pubblicità della pampers?

        Ps. Oddio a dire il vero in Fairy e Dash ci sono due personaggi maschili, Montrucchio e Fabio de Luigi, ma fanno sempre la parte dei cretini, tutorati dalla donna perfettina che invece sa tutto. Perché la donna è quella che SA queste cose no?
        E, non della P&G… Viakal.
        In quella pubblicità c’è un uomo soddisfatto del lavandino pulito (yeah!) ma rimane secondo me un sottotono vagamente sessista: negli anni, lui pulisce perché la madre è in visita, o le sue coinquiline (coinquiline che ovviamente non sono interessate a lui) strillano e si lamentano. Mi pare una volta addirittura c’era una che visto quant’era pulito il lavello gli voleva saltare addosso e lui ovviamente nooo.
        Magari c’è una logica. Magari no. Però quello che ne capisco io è cocco di mamma, sfigatello, magari addirittura gay.

        • Benguitar90 ha detto:

          i know, condivido tutto quello che hai detto anche se le pubblicità le guardo poco 🙂

          Rimandandoti all’articolo della Zanardo volevo solo farti notare una delle sue rilevazioni, che io non avevo considerato: cioè che forse questo spot è indirizzato alle madri single, che sono una categoria in crescita (e su cui quindi una multinazionale cattiva ha buoni motivi per investire mediaticamente).

          • avstron ha detto:

            Avevo letto ma preferisco ignorare lo scenario specialmente perché le madri single sono una categoria particolarmente maltrattata in America (che sia perché il padre è morto, si è tirato indietro o sono lesbiche). Solito marketing del razzo.

          • Benguitar90 ha detto:

            Ti stanno sul cazzo ‘ste multinazionali, eh? 😀 😛

  3. avstron ha detto:

    In generale qui è un campo minato: multinazionali, pubblicità, sessismo… dovunque tocchi fa male XD

  4. Fabeloo ha detto:

    Essendo una pubblicità e visto che le mamme single sono in aumento penso che non ci si debba scandalizzare se nel video non sono presenti uomini. Hanno scelto di dare questo taglio perché hanno degli obiettivi precisi; probabilmente arrivare a determinate persone e di conseguenza rappresentare alcune loro scene di vita come in questo caso stare dietro ad i figli. Ma se ci sono tante mamme che affrontano queste esperienze da sole, ci sono altrettanti papà. La mia domanda è questa: perché hanno fatto uno spot con sole mamme e non con soli papà ? Forse perché così è emotivamente più coinvolgente ? o cos’altro ?

  5. Fulvio Del Deo ha detto:

    Guardando lo spot -da genitore- mi sono immedesimato nella figure genitoriali presenti e non ho fatto caso nemmeno per un istante al fatto che fossero tutte donne. Ma forse io non faccio testo essendo padre casalingo. Quando i miei figli erano piccoli, accadeva che molte persone non potevano credere che io avessi lasciato un lavoro che non amavo per dedicarmi a tempo pieno alla cura parentale. Alcune donne mi prendevano in giro chiamandomi “mammo”, mentre gli uomini assumevano un atteggiamento diffidente. Quando mi chidevano “E che fai, il baby-sitter?” io gli facevo notare che il baby-sitter accudisce i bambini altrui in cambio di una paga, mentre quello che segue i propri figli in Italiano si chiama “padre”. Oggi i miei figli hanno 19 e 15 anni, sono due persone serene ed equilibrate di cui sono molto fiero, entrambi hanno ottimi voti a scuola, all’università e al conservatorio. Per rassicurare le persone che hanno pregiudizi (e non sono poche!) faccio presente che non hanno probelmi di identificazione di genere, non sono ragazzi gay, in parole povere. E lo dico perché, soprattutto certi uomini, credono che fare i “mammi” o i “baby-sitter” dei prorpi figli possa nuocere alla mascolinità.

  6. Lunaria ha detto:

    Mi permetto di lasciare una provocazione: perchè nessuno parla mai di patriarcato ovvero di religione monoteista del dio padre/dio che si incarna nel maschio salvatore/obbediente ancella senza clitoride schiava del dio fecondatore che la feconda per la nascita del “sublime maschio in terra”? cioè, perchè si parla di sessismo, misoginia, violenza ecc e mai, mai, si va a leggere la teologia dogmatica cristiana per esempio, che denigra la donna ormai da secoli? Non esiste manco un Dio Madre, tra l’altro. Alla donna nei secoli e anche ora è stata imposta un’educazione teologica basata sulla figura di maria (non dea, in adorazione di due dei maschili). Riflettete su questo. Tra l’altro, io stessa, e se andate sul mio blog di “basta fallocrazia religiosa” su blogger o “castrazione del dio padre” su iobloggo, sono stata denigrata da maschi cattolici. Cattolici. Non talebani che impongono il burqa. Quello che vorrei dire è che esiste una violenza denigratoria patriarcale in special modo cristiana derivata dai dogmi tipo: “Dio è un Padre”, “Cristo è Dio, nel corpo maschile” “maria, l’ancilla Domini, la schiava di Dio, fecondata per partorire l’uomo-Dio”. Io vorrei vedere le donne che si battono contro ruby e le letterine, riflettere su questo. Leggersi un trattato teologico cristiano e arrabbiarsi contro l’esaltazione di un maschio dio e di una vagina sigillata. Maria è stata la figura sulla quale si è instaurata tutta la sottomissione della donna al maschio in terra! Ora mi fermo qui, anche se di cose da dire, ne ho almeno un migliaio. Se qualcuno avrà voglia di riprendere l’argomento, sa dove trovarmi su blogger e iobloggo. E anche youtube, lunaria86, sul quale sto facendo uscire dei video teologici anti-fallocrazia cristiana. Grazie per lo spazio e l’attenzione concessami.

  7. Pingback: Lettera aperta a Lorella Zanardo | Q.I. – Qualcosa d'interessante

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