Auguri inutili

Cari tutti,
vorrei farvi i miei auguri di Natale e di buon inizio di anno nuovo condividendo con voi alcuni pensieri da un saggio che ho letto recentemente e che mi ha coinvolto davvero molto, L’utilità dell’inutile. Manifesto di Nuccio Ordine.

La paradossale utilità di cui parlo non è la stessa in nome della quale i saperi umanistici e, più in generale, tutti i saperi che non producono profitto vengono considerati inutili. […] Considero utile tutto ciò che ci aiuta a diventare migliore.
Ma la logica del profitto mina alle basi quelle istituzioni (scuole, università, centri di ricerca, laboratori, musei, biblioteche, archivi) e quelle discipline (umanistiche e scientifiche) il cui valore dovrebbe coincidere con il sapere in sé, indipendentemente dalla capacità di produrre guadagni immediati o benefici pratici.
[…]
L’unica possibilità di conquistare e difendere la nostra dignità di uomini ce la offrono proprio la cultura e un’educazione libera. Ecco perché credo che, in ogni caso, sia meglio continuare a battersi pensando che i classici e l’insegnamento, che la coltivazione del superfluo e di ciò che non produce profitto, possano comunque aiutarci a resistere, a tenere accesa la speranza, a intravedere quel raggio di luce che ci permetta di percorrere un cammino dignitoso.
Tra le tante incertezze, tuttavia, una cosa è certa: se lasceremo morire il gratuito, se rinunceremo alla forza generatrice dell’inutile, se ascolteremo unicamente questo mortifero canto delle sirene che ci spinge a rincorrere il guadagno, saremo solo in grado di produrre una collettività malata e smemorata che, smarrita, finirà per perdere il senso di se stessa e della vita. E allora, quando la desertificazione dello spirito ci avrà ormai inariditi, sarà veramente difficile immaginare che l’insipiente
homo sapiens potrà avere ancora un ruolo nel rendere più umana l’umanità…

E ancora: visto che sono ancora inserito in un contesto di formazione come studente ma sono iscritto al corso di didattica, ho trovato molto significative queste righe…

Ma il compito dell’insegnamento può essere veramente ridotto a formare medici, ingegneri o avvocati? Privilegiare esclusivamente la professionalizzazione degli studenti, significa perdere di vista la dimensione universale della funzione educativa dell’istruzione: nessun mestiere potrebbe essere esercitato in maniera consapevole se le competenze tecniche che richiede non siano subordinate a una formazione culturale più vasta, in grado di incoraggiare i discenti a coltivare autonomamente il loro spirito e a lasciare libero corso alla loro curiositas.
Far coincidere l’essere umano esclusivamente con la sua professione sarebbe un errore gravissimo: in qualsiasi uomo c’è qualcosa di essenziale che va molto al di là del suo stesso
mestiere. Senza questa dimensione pedagogica, completamente lontana da ogni forma di utilitarismo, sarebbe ben difficile, per il futuro, continuare a immaginare cittadini responsabili, capaci di abbandonare i propri egoismi per abbracciare il bene comune, per esprimere solidarietà, per difendere la tolleranza, per rivendicare la libertà, per proteggere la natura, per sostenere la giustizia…

Buon Natale a tutti, e buon 2014 all’insegna dell’utile inutilità.

P.s.: a questo link ci sono altri estratti di questo libero…

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Una risposta a Auguri inutili

  1. Stefi ha detto:

    Buon Natale anche a te, da una specialista dell’inutilità:)

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