Di tutto e di niente, ma soprattutto di niente. Delirio di notte n°3

Io ho un rapporto altalenante con i blog. Un po’ come con tutto il resto, su questo non ci piove. C’è il periodo blog, e allora sono gasatissimo, non penso quasi ad altro, scrivo articoli, leggo blog di altri, scopro nuove realtà, incontro nuove persone, faccio recensioni, mi imbarco in progetti sconclusionati

E poi basta, è finita la novità, il blog resta ma è lì da parte: ogni tanto pubblichi qualcosa ma sono pensieri sparsi, niente di che… Solo più una vetrina per mettere sotto i riflettori quello che stai vivendo e che vuoi egocentricamente condividere con altri. Con la cara vecchia convinzione che si tratti di qualcosa d’interessante. Ecco, questo invece è rimasto, io penso sempre di essere interessante.
Alti e bassi, almeno questo blog non è finito dimenticato o nascosto come gli esperimenti precedenti… Rimane lì, in disparte, un link fra gli altri nel profilo Facebook, sperso in mezzo ai canali YouTube e gli indirizzi email, vaghe tracce informatiche della tua vita online.

La vita continua, i contesti si evolvono, le esigenze cambiano. E allora via con un altro progetto da affiancare! Partiamo con il blog professionale: un tocco di serietà, grafica pulita e leggibile, eccetera eccetera. Questo vuol dire un paio di giorni persi con il nuovo giocattolo, ma se non c’era questo avrei trovato altri modi creativi per disperdere energie.
Basta mischiare inviti a concerti e deliri notturni, meglio fare i separati in casa.
Tra l’altro mi è venuto pure bene:
http://beniaminotrucco.wordpress.com/. No, la modestia non è una delle mie qualità principali. E neanche saper valutare oggettivamente i frutti del mio operato.

Sono un entusiasta, c’è poco da fare. Sono un bipolare per quanto riguarda gli interessi, o sono a mille o sono a zero, cerchiamo di trovare un equilibrio o scoppieremo.

Intanto ho smesso di leggere i blog di altri colleghi, troppo impegnativo, troppa costanza. Ed ecco (dopo mooolti mesi) venire in mio aiuto una svolta tecnologica: mi compro lo smartphone, ho Google Reader installato… è fatta! Eccomi tornato a leggere, e se leggi ti viene voglia di scrivere, ma l’aver voglia non vuol dire che tu lo faccia. E infatti non lo fai, con l’eccezione di qualche pensiero marginale su cui vuoi accendere i riflettori.

Il grande pubblico dei miei lettori non dimentichi che la mia identità è dichiarata, io pubblicizzo il blog sul mio profilo Fb e viceversa: il blog nasce anche rivolto ai miei amici, per mostrare quei lati di me che altrimenti non emergerebbero. Una sorta di aiuto per chi mi conosce, per dirgli: “ehi, guarda che sono anche così!”. Questo è figo, ma a volte diventa un limite.
Magari ti capita una mezza giornata di depressione e non puoi scrivere niente perché sai che la persona di cui scriveresti per parlare del problema ti leggerebbe, e ti fai problemi per non ferirla e giù di psicopaturnie.
Potrei aprire un blog secondario, per questi pensieri più privati, ma poi chi lo leggerebbe? No no, il mio egocentrismo necessita di un pubblico, sia pure limitato.
Meno male che c’è Antonella, la mia amica pugliese che conosco da anni e con cui mantengo un legame di affetto fortissimo anche se a distanza: è lei il mio blog secondario, è lei la cassa di risonanza dei miei pensieri non pubblicabili.

E arriviamo a oggi, perché se stasera mi sono messo a scrivere all’improvviso un motivo c’è.
Una mia amica ha un blog, credo l’abbia aperto da poco. Stasera ho letto per la prima volta i suoi post. E scrive maledettamente bene. Così bene che ho iniziato a scrivere questo articolo per farle pubblicità, poi mi sono lasciato prendere la mano e ho iniziato a blaterare, nel più perfetto “stile me”.
Quando leggi qualcuno che riesce a trasmettere pezzi di sé così intensi, ti dici “mannaggia, voglio farlo pure io”. Solo che io sono un po’ grezzo, è tardi e sono un po’ rintronato, ma avevo voglia di farlo e lo faccio lo stesso: la scrittura è qualcosa che si affina con la pratica continua, e io sono mesi che non scrivo. Credo che si veda.
Senza contare che non avevo proprio qualcosa da dire, è che mi piace far scorrere le parole sullo schermo del computer.
Altro che Qualcosa d’interessante, dovrei cambiare il nome in Di tutto e di niente (ma soprattutto di niente).

Non sono uno scrittore. Me ne sono reso conto in giugno, quando ho riciclato il Delirio di notte n°2 per proporlo in un concorso letterario. Sull’onda dell’entusiasmo avevo chiesto a vari amici consigli per migliorare, limare o correggere. E ho capito che non mi interessa migliorarmi, non mi interessa scrivere meglio, non ho voglia di mettermi in gioco e ridiscutere il mio elaborato: non mi interessa vincere i concorsi letterari. Mi piace essere letto, mi piace essere commentato e interagire, mi piace essere apprezzato, ma niente di più. Sono egocentrico e in più pigro.
La voglia di confronto con chi è più bravo di me e può insegnarmi qualcosa, la ricerca di uno o più maestri, il riscontro continuo con chi segue il mio stesso percorso: tutti questi elementi che sono assolutamente vitali nel mio percorso di musicista sono totalmente assenti nella mia vita vita letteraria. Io non sono uno scrittore, sono uno a cui piace scrivere. Anche se lo faccio così così.

Anche a Fede piace scrivere, ed è molto più brava di me. Il suo blog si chiama (NON) E’ un giorno come gli altri: http://radiofede.tumblr.com/. E merita, merita davvero.

E tardi, è l’ora della nanna, e domani si dovrebbe studiare. Il mio problema è che sono altalenante. Ma questo l’ho già detto, vero?

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9 risposte a Di tutto e di niente, ma soprattutto di niente. Delirio di notte n°3

  1. don marco ha detto:

    sei proprio tu! 😉

  2. Antonella ha detto:

    Ben! Pensavo alla confusione come all’espressione umana dell’entropia. Se non ci fosse confusione, non si creerebbero idee e progetti e tutte quelle cose meravigliose che ti/ci appassionano e riempiono le vite. Perciò, ben vengano questi scleri quasi interessanti 🙂 Amico mio !

  3. firesidechats21 ha detto:

    Vero, scrive molto bene. Aggiungo alla lista 😉

    PS: pigrizia? Essere altalentante? Di certo non so di cosa tu stia parlando, io sono attivo e saldo nei miei propositi! 😀

  4. Pingback: “Ringrazio il mio regista, la mia famiglia e tutti quelli che mi hanno supportato” (cit.) | Q.I. – Qualcosa d'interessante

  5. Gioacchina ha detto:

    Per essere altalenante scrivi bene, io scrivo solo quando sono depressa. Avevo iniziato un libro, poi mi sono innamorata e il libro è rimasto lì aspettando che mi lasciassi per essere completato!!!

  6. Stefi ha detto:

    Meno male che ogni tanto mi ricordo di fare un salto qui, e rileggo gli arretrati… ci trovo sempre qualcosa d’interessante. 🙂 Sul serio.

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