Recensione: La lunga oscura pausa caffè dell’anima

Voto: 3 stelline e mezzo.

Primo incontro con lo scrittore che so essere famoso per la Guida Galattica per gli Autostoppisti (che è da tempo nella mia lista dei desideri qui su aNobii).
Non conosco l’autore, se non per sentito dire, e a prescindere dal mio giudizio su questo libro mi rimane una grande curiosità per questa serie, che dovrò leggere al più presto.

Una mia abitudine ricorrente consiste nel trovare delle analogie e fare dei confronti fra scrittori. Di Adams direi che sa usare le parole come Stefano Benni: ti trascina con la sua abilità quasi poetica, ti tiene attento e concentrato nelle descrizioni perché non sai mai cosa potrebbe saltare fuori all’improvviso; in più, lo stile in generale mi ricorda il fantasy umoristico di Terry Pratchett, di cui sono fan sfegatato e grande ammiratore (in particolare penso a Buona Apocalisse a tutti!, uno dei pochi romanzi non ambientato nel Mondo Disco ma qui nel nostro universo).

Quindi: trama interessante, originale e molto “pensiero laterale” (cioè contesti, ambienti e situazioni usuali presentate in maniera inaspettata e insolita, quindi solitamente divertente e originale) che si somma a un indubbio talento per la scrittura e una grande abilità con le parole.
E qui chiudo gli aspetti positivi, che non sono indifferenti e che mi spingono a voler approfondire la conoscenza con questo autore.

Quello che mia ha lasciato un po’ perplesso è come viene sviluppata la storia e il susseguirsi degli eventi, per due motivi.
– Succedono tante cose, alcune delle quali non hanno alcun significato per la vicenda nel suo insieme, e questo rischia di creare confusione e sovraffollamento. (Es.: il bambino con la televisione occupa un capitolo intero, ma dopo la sua uscita di scena non compare più… arrivato alla fine ti rendi conto che per la trama non era così importante, ma allora perché dilungarsi così tanto?)
Il gioco è un po’ il solito: ti butto lì un sacco di eventi e situazioni improbabili che non hanno senso, e poi alla fine tutto troverà una spiegazione… il problema è appunto che (una piccola) parte di queste situazioni è a se stante e non si include nel quadro generale, e questo confonde un po’.
– La conclusione.
Come previsto, alla fine tutto si chiarisce e si scopre cosa stava succedendo. Non mi è piaciuto, però, come si arriva alla “soluzione del mistero”: tutte queste pagine che creano man mano un climax, un crescendo di tensione che… si sgonfia e si “risolve” in pochissime misere paginette. Porca miseria, non è mica giusto!
L’idea conduttrice della trama è molto originale e mi è piaciuta molto, ma la fine sembra quasi sbrigativa, come se l’autore avesse avuto fretta di concludere e si sia arrangiato alla meno peggio.

Per questo, dare solo 3 stelline è riduttivo per le capacità di questo scrittore, però secondo me le 4 stelline piene sono eccessive. Ergo, 3 e mezzo.
🙂

Recensione pubblicata anche nella mia libreria di aNobii.

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4 risposte a Recensione: La lunga oscura pausa caffè dell’anima

  1. avstron ha detto:

    La Guida te la consiglio, una volta che ti abitui alla stramberia stefanobennesca è veramente carino. L’unico problema è che è veramente corto.

    • Benguitar90 ha detto:

      ci devo arrivare al più presto. il problema è che il mucchio di libri da leggere continua a salire.

      ed è un mucchio vero, non virtuale, sono libri comprati o presi in prestito 😉 quindi devo attaccarlo se non voglio essere sommerso 😉

  2. Saverio Zanetti ha detto:

    Ciao, sono pienamente d’accordo sulla tua recensione…
    sono arrivato qui cercando in giro qualcuno che mi spiegasse alcune cose di questo libro, perchè alla fine tutti i tasselli vanno al loro posto, ma non per me, evidentemente :/
    Io non ho capito il collegamento tra il patto stretto tra Odino e i due coniugi (non ricordo il nome) e la decapitazione del loro vicino da parte del mostro verde con la falce. Cos’era veramente questa patata bollente e come è finita nelle mani di colui che poi ci ha rimesso la testa (e perchè lui ci ha rimesso la testa?). Non mi è chiaro nenache cosa, esattamente, i due coniugi abbiano ottenuto dal patto. Il potere….di che? L’immortalità? E in che modo le altre persone si trovano indirettamente coinvolte, ovvero i destinatari della patata bollente, i nomi sulla busta? Boh..
    Un altra cosa che mi sfugge è il ruolo di Kate nella faccenda…ok, si è trovata per caso all’aeroporto (e tutta la solfa, superflua, del suo uomo in norvegia), ma perchè Thor ha dovuto portarla con sè nel Valhalla? Regge poco.
    Ciao 🙂

    • Benguitar90 ha detto:

      guarda, è già passato un bel po’ di tempo e non mi ricordo proprio questi dettagli 😦
      anche se mi sembra di ricordare che tutti i tasselli andassero al loro posto, ma appunto in modo sbrigativo…

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