Dove puoi trovare un tetraplegico?

“Dove puoi trovare un tetraplegico?
Dove l’hai lasciato!”

Questa battuta (che viene definita dal protagonista in carrozzina “un po’ forte, ma buona”) è tratta dal film Quasi amici, che vi consiglio assolutamente.
Posso dirvi che il tema è la disabilità, oppure posso dire che si ride di gusto per almeno metà del film.
Potrei dire che parla di un uomo paralizzato e del suo badante (ed è ispirato a una storia vera), o potrei solo dirvi che racconta un’amicizia.

La cosa più importante che vi voglio suggerire, però, è di non partire prevenuti nei confronti di questo film – sia in un senso che nell’altro:
– non è un film semplicistico o stupido, e il “politicamente scorretto” (di cui potete trovare traccia nella battuta citata all’inizio) non è fine a se stesso né con il solo obiettivo di far ridere banalizzando le situazioni;
– dall’altra, non aspettatevi moralismo o buonismo, non è sicuramente una storia strappalacrime e patetica pensata per commuovere gli animi sensibili.

 

Non aggiungo tante altre parole: vi lascio con il trailer e vi consiglio assolutamente di andare a vederlo.

Quasi amici (trailer)

 

Breve commento a margine
Il protagonista disabile del film, Philippe, ha la fortuna di essere un “tetraplegico ricco” (e
nella realtà è un malato ancora più privilegiato di quanto il film già non mostri).
Non tutti, però, sono così privilegiati: per fortuna abbiamo, per ora, dei servizi sociali che si occupano con efficienza di tutte le persone con difficoltà, dagli anziani non autosufficienti a tutte le persone con varie disabilità. Dico “per ora” perché tutto questo è a rischio, almeno qui da noi in Piemonte: con i tagli regionali al capitolo Politiche sociali, i consorzi socio-assistenziali sono a rischio e “si rischia un’emergenza sociale dovuta al taglio dei servizi alle fasce più deboli. Gli effetti sono immaginabili sia sul piano sociale (nei confronti di anziani non autosufficienti, disabili, minori e famiglie in difficoltà), sia sul piano economico e occupazionale (per aziende e cooperative che lavorano nel settore)” (leggi
l’articolo su La Stampa e la lettera dei sindaci del Consorzio Monviso Solidale).

I servizi socio-assistenziali sono, per definizione, in perdita: non ci sarà mai un guadagno economico dal supporto fornito a chi è in difficoltà. Questo significa che senza il contributo dello Stato tutto questo muore.
Eppure la nostra Costituzione dovrebbe garantire tutto questo: l’
Articolo 3 afferma non solo che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge”, ma anche che “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
In altre parole,
come disse anche don Milani, “non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali”.

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2 risposte a Dove puoi trovare un tetraplegico?

  1. Fulvio ha detto:

    Caro Beniamino, quando ho letto “tutto questo è a rischio, almeno qui da noi in Piemonte”, ho pensato: che fortuna che per loro in PIemonte è solo a rischio, ed esclusivamente per colpa di un “turzo” come Cota, salito in carica con elezioni truccate! Così mi è venuta la curiosità di cercare su google “piemonte assistenza paraplegico”. E sono approdato a questa pagina: http://www.cptorino.it/ilcoordinamento/la_storia.htm
    Facendo la stessa ricerca con la chiave “campania assistenza paraplegico”, sai invece cosa c’è? Questo: http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/foggia/notizie/cronaca/2012/10-marzo-2012/paraplegico-condannato-domiciliari-ma-continua-spacciare-marijuana-2003627297434.shtml
    Certi fatti si commentano da soli…

  2. pensieriosceni ha detto:

    Complimenti per blog, volevo segnalare la storia di Franco, che soffre di disturbi ossessivo-compulsivi collegati alla superstizione Se qualcuno può dargli una mano può inserire un commento al post.

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