La fine dell’Eternità

Ho voglia di iniziare a pubblicare qualcosa! Sorriso
Almeno adesso nei primissimi tempi, ogni tanto ripubblicherò materiale preesistente (cose che ho scritto in tempi più o meno recenti che voglio ricondividere), in attesa di essere folgorato dall’ispirazione per nuovi capolavori. Occhiolino

Inizio con una recensione di un romanzo di Isaac Asimov, uno dei più grandi scrittori di fantascienza di tutti tempi (se non IL più grande): La fine dell’Eternità. Non sto a sprecare parole qui, sono stato già abbastanza prolisso sotto.
Vorrei spendere invece due righe per aNobii, il social network di libri in cui ho pubblicato inizialmente questo scritto. E’ un “Facebook per lettori”, in cui si crea una libreria virtuale dove si possono inserire i libri che abbiamo letto, votarli, commentarli e interagire con altri utenti. Se avete tempo, andate a curiosare!


Isaac Asimov è uno scrittore di fantascienza principalmente conosciuto per i romanzi dei Robot e per il Ciclo della Fondazione (che sono poi stati unificati in un’unica serie conosciuta come “il grande Universo della Fondazione”).
Oltre a questi, però, ha anche scritto altri romanzi autonomi: e di solito si tratta di libri dannatamente geniali.
Alcuni sono realmente svincolati dagli altri, come ad esempio Neanche gli dei (l’unico romanzo nella produzione di Asimov in cui siano presenti degli alieni, e sono fra i più sbalorditivi extraterrestri che potessero essere pensati dalla mente di uno scrittore).
Altri sono collocati alla “periferia” dell’Universo della Fondazione: Nemesis, ad esempio, narra una storia autonoma ma collegata indirettamente alla serie principale (troviamo riferimenti a questa vicenda negli altri libri).
E poi c’è La fine dell’Eternità: il più sconvolgente romanzo sui viaggi nel tempo di sempre, semplicemente un libro eccezionale. Non privo di spessore, può essere visto come un romanzo distopico (sia pure a modo suo), con dei temi trattati che lo rendono il degno erede fantascientifico di 1984.
E se non bastasse, è il “preludio alternativo” (leggetelo per capire cosa intendo) a tutto il mondo popolato da Robot, Impero Galattico e Fondazioni che ormai conosciamo.

Ecco, in estrema sintesi, alcune informazioni sulla trama che, insieme ai miei commenti entusiasti, spero vi convincano a leggere questo capolavoro.
In un futuro abbastanza lontano (l’azione si sviluppa principalmente dal 9.500 al 300.000, ma ci si spinge anche oltre), l’uomo ha imparato a viaggiare nel tempo: tutte le epoche dal 27° secolo in avanti sono collegate fra loro tramite quella che viene definita Eternità, permettendo di organizzare traffici commerciali tra ere diverse.
Il viaggio nel tempo, però, permette anche di tenere sotto controllo l’umanità, modificando tutto ciò che potrebbe provocare gravi turbamenti nella storia (una specie di eugenetica storica). A detenere il controllo è la chiusa casta degli Eterni, gli analisti e tecnici che lavorano nell’Eternità (al di fuori del flusso temporale) e per l’Eternità, gli unici in grado di manipolare il Tempo e la Realtà.
Ma cosa succede se un giovane Eterno, il Tecnico Andrew Harlan, si trova in possesso di conoscenze tali da poter decidere del destino dell’Eternità? E cosa accadrà se Harlan dovrà decidere se utilizzare questo potere per salvare la donna che ama?
Un consiglio.
Leggetelo.

Piccola nota tecnica a margine
Una riflessione…
Asimov era avanti. Così avanti che quando questo romanzo uscì nel 1955 non fu apprezzato immediatamente, perché troppo complesso (apparve direttamente in formato romanzo perché nessuna rivista lo volle per pubblicarlo a puntate, secondo la formula che aveva portato al successo la sua saga della Fondazione).
Eppure neanche la mente geniale che ha ideato l’universo della Fondazione, gli alieni più originali di tutta la produzione fantascientifica e questo stupendo romanzo poteva prevedere gli sviluppi tecnologici della nostra società.
In questo libro i computer (per quanto avanzatissimi) dell’anno 3 milioni e passa continuano ad utilizzare schede perforate e i microfilm continuano ad essere i supporti tecnologici utilizzati per memorizzare i dati.
Tutto questo NON toglie nulla al valore de La fine dell’Eternità: anzi, da un certo punto di vista, aiutandoci a contestualizzarlo nell’epoca in cui è stato scritto, non fa che aumentare il suo pregio e il suo valore.

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Una risposta a La fine dell’Eternità

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